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Apple non si accontenta del risarcimento e parte ancora all’attacco

29 agosto 2012

Dopo la sentenza che le ha dato la vittoria su Samsung nella causa del secolo sulla proprietà intellettuale, Apple non vuole perdere tempo e si è messa già al lavoro per la prossima offensiva. L’azienda fondata da Steve Jobs ha chiesto infatti al tribunale un’ingiunzione per bloccare alcuni dei prodotti rivali, cominciando quindi a stilare una “lista nera” che potrebbe arrivare a comprendere fino a 28 modelli incriminati, anche se per ora Apple sembra essersi fermata solo a 8:

  • Galaxy S 4G
  • Galaxy S2 (AT&T)
  • Galaxy S2 (Skyrocket)
  • Galaxy S2 (T-Mobile)
  • Galaxy S2 Epic 4G
  • Galaxy S Showcase
  • Droid Charge
  • Galaxy Prevail

Le manovre mostrano delle verità nascoste dietro alla decisione della giuria in California: la sconfitta record di Samsung – sei brevetti su sette violati e danni per 1,05 miliardi di dollari – per quanto schiacciante è solo il primo round. Le ramificazioni legali, industriali e tecnologiche, sono innumerevoli. Quelle legali sono le più immediate: Samsung ha infatti chiesto un intervento del giudice, Lucy Koh, affinchè ribalti le decisioni dei giurati.

I ricorsi non finiranno probabilmente qui: Samsung non teme il costo della causa, bensì le ripercussioni su reputazione e strategie. È così disposta a lottare ben più del mese del processo di primo grado e delle 22 ore di deliberazione dei giurati. Un suo appello finirà davanti alla corte federale sul Copyright, la US Court of Appeals for the Federal Circuit, per forse un anno e mezzo.

La probabilità che la vicenda, per la sua importanza, continui tuttavia fino alla Corte Suprema è elevata: è il primo grande caso sull’innovazione hi-tech del 21esimo secolo e difficilmente rinuncerà a stabilire un precedente. Questo, naturalmente, sempre che le due aziende non cerchino un compromesso durante la sfida legale.

Dal punto di vista delle scelte industriali le conseguenze delle crociate giudiziarie appaiono più incerte. Apple ha il 17% del mercato globale degli smartphone, i rivali guidati da Samsung il 68%. La vittoria di Apple può tuttavia provocare aumenti abbastanza considerevoli nei prezzi di smarthpone e tablet, con aziende che pagherebbero diritti a Apple o passerebbero costi legali ai consumatori, favorendo quindi la casa di Cupertino. In prospettiva, però, potrebbe essere incoraggiata la ricerca di nuove tecnologie.

Infine, un impatto potrebbe anche esserci su un dibattito cruciale per il futuro dell’hi-tech: quello sull’intero sistema della proprietà intellettuale negli Stati Uniti. Da tempo esistono proposte di riforma del copyright, perché diventi più rigoroso e eviti ondate di lunghi e costosi ricorsi giudiziari. Samsung, nel processo, ha fatto scalpore affermando che non si può proteggere un rettangolo con spigoli arrotondati. E la giuria le ha dato in parte ragione: il brevetto sull’aspetto del tablet iPad l’ha vista assolta. Per adesso, però, è Apple che ha fatto storia a colpi di brevetti innovativi: ha ottenuto danni sul software, dal bounce-back allo zoom, come sul design fino al “trade dress”, l’identità e lo stile del prodotto.



 
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