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Arriva Xbox One

22 maggio 2013

Xbox Logo

Quello dei videogame è un mercato da 65 miliardi di dollari all’anno, un’enormità che dà l’idea di un fenomeno che non conosce rallentamenti e che negli ultimi anni si è frammentato su smartphone, tablet e social network, ma in cui la parte del leone la giocano ancora i PC e le console. Queste ultime detengono una quota del 42% del mercato e dunque non stupisce che attorno ad esse si combatta una guerra che, con la fine dell’anno, registrerà un’escalation col lancio quasi simultaneo della PlayStation 4 e della nuova Xbox One.

Una console ambiziosissima, quella appena presentata a Redmond in una giornata fredda e piovosa, con cui Microsoft punta a diventare definitivamente il centro dell’intrattenimento casalingo. Perché i soli videogame ormai le stanno stretti. Attraverso l’Xbox One infatti non passeranno solo giochi ma anche musica, cinema e TV. Non mancherà poi l’integrazione con Skype per le videochiamate e quella col mondo mobile grazie al supporto nativo alla tecnologia Smartglass. La presenza di un nuovo e potentissimo Kinect permetterà infine di dialogare costantemente con la console, che grazie alla presenza di ben tre sistemi operativi in contemporanea ci permetterà di passare dalla visione di una partita di calcio a una di FIFA 14 con un semplice gesto.

Se finora la forza di una console si misurava in base alla potenza di calcolo e ai titoli in esclusiva, ora il discorso è cambiato. Al punto che per l’Xbox One si parla di prestazioni analoghe alla PlayStation 4, ossia quelle di un PC di fascia media e nulla più. La differenza adesso sta nelle ambizioni. Là dove Sony punta molto sui giocatori duri e puri, gente fedele e dall’alta capacità di spesa, Microsoft propone un futuro di servizi integrati coi quali allargare radicalmente la propria utenza, puntando all’intrattenimento a tutto tondo. Una scelta questa ben esemplificata dall’aspetto dell’Xbox One, più simile a un videoregistratore che non a una macchina da gioco, e dal ristretto parco di titoli mostrato: Forza Motorsport 5, Call of Duty: Ghosts, Quantum Break e gli immancabili sportivi di Electronic Arts.

Una scelta ben indicata dal coinvolgimento di Steven Spielberg nella creazione di una serie TV basata sul mondo di Halo e che appare condivisibile se si pensa che l’epoca delle console sta forse tramontando. La PlayStation 2 in cinque anni aveva venduto 100 milioni di pezzi, la PS3 in otto anni ne ha piazzati «appena» 77, gli stessi tra l’altro della Xbox 360. Nintendo, col Wii U, lo scorso marzo ha fallito il pur conservativo traguardo di 5,5 milioni di console che si era prefissa, vendendone appena 3,45 milioni. Si è anche sgonfiata la bolla del casual gaming creata dal Wii e sono arrivati anche gli smartphone e i tablet, che hanno portato i videogame fuori delle nostre case. Senza dimenticare il ritorno dei PC, sui quali girano i social game e che stanno risorgendo grazie al predominio nell’online e nelle vendite in digitale.

Non a caso si parla di questa ottava generazione di console come dell’ultima, dopodiché si dovrebbe giocare direttamente dal cloud. Windows 8, il nuovo sistema operativo, non se la sta passando troppo bene e nonostante la sua divisione fatturi ancora il doppio di quella di Xbox (con margini di profitto quattro volte superiori), il colosso di Redmond ha bisogno di un nuovo pilastro sui cui poggiarsi, che potrebbe essere proprio l’Xbox One. Una sfida questa che però porterà Microsoft in rotta di collisione non più solo con Sony e Nintendo ma anche con altri agguerriti concorrenti. Parliamo di realtà quali Apple e Google, che già da tempo si sono mosse lungo la strada del cosiddetto “ecosistema”, un concetto che indica l’integrazione da parte di un’azienda di più business. E qualora Amazon volesse entrare in modo più deciso nel mercato dell’hardware, come si vocifera da tempo, Microsoft dovrà vedersela con un temibile concorrente in più che fa dell’erogazione di servizi il proprio cavallo di battaglia.

La lotta per la conquista del nostro tempo libero sarà allora senza quartiere e si combatterà ovunque: nei salotti delle famiglie, nelle camerette dei ragazzi e in giro per le strade. Sarà una guerra di contenuti e di integrazione, che non risparmierà nessuno degli strumenti che usiamo abitualmente: smartphone, tablet e TV. Una battaglia, questa, che noi italiani speriamo di vivere da protagonisti e non da spettatori, dato che al momento l’offerta dei servizi sull’Xbox Live nostrano impallidisce rispetto a quella americana. Comunque vada, però, allacciamoci le cinture e prepariamoci all’impatto dell’Xbox One: il mondo dell’entertainment potrebbe cambiare radicalmente.