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[Java] Caratteristiche del linguaggio

4 luglio 2012

Java ha alcune importanti caratteristiche che permetteranno a chiunque di apprezzarne i vantaggi.

  • Sintassi: è simile a quella del C e del C++, e questo non può far altro che facilitare la migrazione dei programmatori da due tra i più importanti ed utilizzati linguaggi esistenti. Chi non ha familiarità con questo tipo di sintassi può inizialmente sentirsi disorientato e confuso, ma ne apprezzerà presto l’eleganza e la praticità.
  • Gratuito: per scrivere applicazioni commerciali non bisogna pagare licenze a nessuno. Sun ha sviluppato questo prodotto e lo ha migliorato usufruendo anche dell’aiuto della comunità “open-source”.
  • Robustezza: essa è derivante soprattutto da una gestione delle eccezioni chiara e funzionale, e ad un meccanismo automatico della gestione della memoria (Garbage Collection) che esonera il programmatore dall’obbligo di dover deallocare memoria quando ce n’è bisogno. Inoltre il compilatore Java, è molto “severo”. Il programmatore è infatti costretto a risolvere tutte le situazioni “poco chiare” , garantendo al programma maggiori chance di corretto funzionamento.

  • Libreria e standardizzazione: Java possiede una enorme libreria di classi standard che forniscono al programmatore la possibilità di operare su funzioni comuni di sistema come la gestione delle finestre, dei collegamenti in rete e dell’input/output. Il pregio fondamentale di queste classi sta nel fatto che rappresentano un’astrazione indipendente dalle piattaforme per un’ampia gamma di interfacce di sistema comunemente utilizzate. Inoltre se utilizziamo Java non avremo problemi di standardizzazione, come per esempio, compilatori che compilano in modo differente grazie alle specifiche dettate da Sun.
  • Indipendenza dall’architettura: grazie al concetto di macchina virtuale ogni applicazione, una volta compilata, potrà essere eseguita su di una qualsiasi piattaforma (per esempio un PC con sistema operativo Windows o una workstation Unix). Questa è sicuramente la caratteristica più importante di Java. Infatti, nel caso in cui si debba implementare un programma destinato a diverse piattaforme, non ci sarà la necessità di doverlo convertire radicalmente a seconda della piattaforma. E’ evidente quindi che la diffusione di Internet favorirà sempre di più la diffusione di Java. Recentemente una statistica ha affermato che questo linguaggio diventerà il più utilizzato in assoluto a livello mondiale nel 2003, operando uno straordinario sorpasso al C++.
  • Java Virtual Machine: Ciò che rende possibile di fatto l’indipendenza dalla piattaforma è la Java Virtual Machine, un software che svolge un ruolo da interprete (ma non solo) per le applicazioni Java. Più precisamente dopo aver scritto il nostro programma Java, prima bisogna compilarlo (per i dettagli riguardante l’ambiente e il processo di sviluppo, vi rimandiamo al paragrafo successivo). Otterremo così, non direttamente un file eseguibile (ovvero la traduzione in linguaggio macchina del file sorgente che abbiamo scritto in Java), ma un file che contiene la traduzione del nostro listato in un linguaggio molto vicino al linguaggio macchina detto “byte code”. Una volta ottenuto questo file dobbiamo interpretarlo. A questo punto la J.V.M. interpreterà il byte code ed il nostro programma andrà finalmente in esecuzione. Quindi, se piattaforme diverse posseggono una Java Virtual Machine, ciò sarà sufficiente per renderle potenziali esecutrici di byte code. Infatti, da qualche anno a questa parte, i Web Browser più diffusi implementano all’interno di essi una versione della J.V.M., capace di mandare in esecuzione le applet Java. Ecco quindi svelato il segreto dell’indipendenza della piattaforma. Si parla di “macchina virtuale” perché in pratica questo software è stato implementato per simulare un hardware. Si potrebbe affermare che il linguaggio macchina sta ad un computer come il byte code sta ad una Java Virtual Machine. Oltre che permettere l’indipendenza dalla piattaforma, la J.V.M. permette a Java di essere un linguaggio multithreaded (caratteristica di solito dei sistemi operativi), ovvero capace di mandare in esecuzione più processi in maniera parallella. Inoltre garantisce dei meccanismi di sicurezza molto potenti, e la “supervisione” del codice della Garbage Collection
  • Orientato agli oggetti: Java ci fornisce infatti degli strumenti che praticamente ci “obbligano” a programmare ad oggetti. I paradigmi della programmazione ad oggetti (ereditarietà, incapsulamento, polimorfismo) sono più facilmente apprezzabili e comprensibili. Java è più chiaro e schematico che qualsiasi altro linguaggio orientato agli oggetti. Sicuramente, chi impara Java, potrà in un secondo momento accedere in modo più naturale alla conoscenza di altri linguaggi orientati agli oggetti, giacché, avrà di certo una mentalità più “orientata agli oggetti”.
  • Semplice: in realtà relativamente a questo argomento bisogna fare una precisazione. Java è un linguaggio molto complesso considerandone la potenza e tenendo presente che ci obbliga ad imparare la programmazione ad oggetti. Ma, in compenso, si possono ottenere risultati insperati in un tempo relativamente breve. Apprezzeremo sicuramente le semplificazioni che ci offre Java durante questo corso. Abbiamo già accennato al fatto che non esiste l’aritmetica dei puntatori grazie all’implementazione della Garbage Collection. Provocatoriamente Bill Joy, vice-presidente della Sun microsystems negli anni in cui Java è stato creato, propose come nome sostitutivo di Oak il nome “C + + – -” , a sottolineare che il nuovo linguaggio voleva essere un nuovo C++, ma senza le sue caratteristiche peggiori (o se vogliamo, senza le caratteristiche più difficili da utilizzare e quindi pericolose).
  • Sicurezza: ovviamente, avendo la possibilità di scrivere applicazioni interattive in rete, Java possiede anche delle caratteristiche di sicurezza molto efficienti. Come c’insegna la vita quotidiana nulla è certo al 100%. Esistono una serie di problemi relativi alla sicurezza di Java che ricercatori dell’Università di Princeton hanno scoperto e reso pubblici su Internet. Ma di una cosa possiamo essere certi: la Sun sta dando priorità assoluta proprio alla risoluzione di questi problemi. Intanto, oggi come oggi, Java è semplicemente il linguaggio “più sicuro” in circolazione.
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