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[Java] Introduzione

4 luglio 2012

Java è un linguaggio di programmazione nato negli anni novanta, e destinato a diventare in breve tempo uno dei linguaggi più utilizzati in assoluto. Nato per puri scopi di ricerca in ambito universitario, e non come in molti altri casi per volere di una multinazionale per conquistare nuove fette di mercato, Java si pone come un “super-linguaggio” che supera i limiti e i difetti che hanno altri linguaggi.

La Sun Microsystems ha poi fatto in modo che dal linguaggio si sia poi evoluta una serie di famose tecnologie (J.S.P., Servlet, E.J.B., Jini, R.M.I., ecc.) che si stanno diffondendo in molti ambiti del mondo della programmazione. Con il termine “Java” ci si riferisce sia al linguaggio, sia alla tecnologia che racchiude tutte le tecnologie di cui sopra. In questo e nei successivi articoli ci limiteremo a parlare del linguaggio.


 

Cos’è la programmazione ad oggetti?

La programmazione orientata agli oggetti (OOP, Object Oriented Programming) è un paradigma di programmazione che permette di definire oggetti software in grado di interagire gli uni con gli altri attraverso lo scambio di messaggi. È particolarmente adatta nei contesti in cui si possono definire delle relazioni di interdipendenza tra i concetti da modellare (contenimento, uso, specializzazione). Un ambito che più di altri riesce a sfruttare i vantaggi della programmazione ad oggetti è quello delle interfacce grafiche.

Alcuni vantaggi della programmazione orientata agli oggetti:

  • fornisce un supporto naturale alla modellazione software degli oggetti del mondo reale o del modello astratto da riprodurre;
  • permette una più facile gestione e manutenzione di progetti di grandi dimensioni;
  • l’organizzazione del codice sotto forma di classi favorisce la modularità e il riuso del codice.


 
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