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La vendetta di Anonymous

20 maggio 2013

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Sul blog ufficiale di Anonymous Italia, divisione tricolore del celebre collettivo hacker ha rivendicato l’offensiva informatica contro il sito tribunale.roma.it, reso irraggiungibile in risposta all’operazione Tango Down coordinata dalla Procura capitolina. “Qui è dove li bloccheremo! Qui è dove li combatteremo!” – si legge nel post pubblicato su anon news – “Pensate di averci tagliato la testa? Siamo ancora vivi e continueremo a seguire i nostri ideali”.

Ai presunti vertici della fazione tricolore di Anonymous, quattro giovani smanettoni sono finiti in manette, indicati come i principali responsabili di svariate offensive cibernetiche contro i siti del Vaticano, del Governo, della Polizia Postale. Secondo gli investigatori, i quattro personaggi arrestati avrebbero sfruttato il marchio anonimo non soltanto per perseguire le istanze del movimento, ma anche per fini esclusivamente personali.

“Siamo venuti a conoscenza di un nome appartenente alla lista dei presunti hacker mercenari” – si legge in un secondo post pubblicato da Anonymous Italia – “Non abbiamo la certezza matematica che J.R. (uno degli arrestati, venticinquenne di Torino) sia MadHat; se fosse davvero lui, intendiamo urlare a tutto il mondo che non ha mai agito in nome del profitto. Urliamo il nostro sdegno e il nostro disprezzo nei confronti dei veri profittatori: coloro che per poche briciole di notorietà infangano uno degli hacktivisti più puri che Anonymous abbia mai avuto”.

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