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Youtube, ecco i canali a pagamento

10 maggio 2013

Youtube Logo

Come anticipato pochi giorni fa, sono arrivati i primi canali a pagamento di Youtube. Il portale video di proprietà di Google ha coinvolto in questa prima fase di test 30 editori per un totale di 53 canali, nessuno dei quali è visibile dall’Italia. Gli abbonamenti partono da 0,99 dollari al mese e per iniziare a prendere confidenza con la novità gli utenti avranno a disposizione 14 giorni di prova gratuiti. Nelle prossime settimane l’offerta aumenterà, anche se da Google Italia ci fanno sapere che non esistono ancora piani precisi per il nostro Paese.

Il successo dell’iniziativa Oltreoceano e nel resto del mondo dipenderà innazitutto dall’interesse concreto che manifesteranno gli editori di contenuti, chiamati a proporsi direttamente compilando un form online. Mountain View sottolinea di essere venuto incontro proprio alle loro necessità: “Oggi più di un milione di canali genera entrate pubblicitarie su Youtube e una delle richieste più frequenti che ci viene fatta è quella di garantire maggiore flessibilità nella monetizzazione e nella distribuzione. Abbiamo lavorato su questo fronte”, si legge sulla pagina di lancio dell’iniziativa. Il messaggio è chiaro: vi stiamo dando l’opportunità di valorizzare ulteriormente a livello economico i vostri video, coglietela. La palla passerà poi agli utenti e alla loro disponibilità a mettere mano al portafoglio per accedere alle sezioni di un portale che per anni, dal 2005 per la precisione, è stato una bandiera della gratuità in Rete.

Piattaforme come Netflix e Spotify hanno trovato terreno fertile con i loro abbonamenti, ma gli analisti si chiedono se un dollaro al mese per un solo canale sia giustificabile in proporzione agli 8 dollari con cui si può accedere all’intero catalogo di Netflix. Ci sono poi editori come National Geographic, attivo nel nuovo spazio a pagamento con una produzione destinata ai bambini, che sono già intenzionati a chiedere 2,99 dollari al mese. Bigstar Movies, uno dei pochi che ha reso disponibile il trailer di presentazione anche in Italia, propone le sue pellicole indipendenti a un canone non meglio specificato di “meno di 5 dollari al mese”. La casa di produzione canadese DHX ha puntato sulla quantità e parte con tre canali, due per i più piccoli e uno intitolato Retro. Presenti anche uno spazio dedicato alla comunità gay e i due canali di iamplify dedicati al fitness. Si tratta in questo secondo caso di un piattaforma di contenuti che incoraggia a sua volta i professionisti a sviluppare video pensati per la Rete e si occupa di distribuzione e monetizzazione.

In quest’ottica, la finestra messa a disposizione dal più noto Youtube non può che rivelarsi preziosa. Le entrate generate andranno «per più del 50% ai proprietari dei canali, Youtube terrà il resto per sé», ha spiegato il responsabile dei rapporti con gli editori Malik Ducard durante la conferenza stampa di presentazione del progetto. La percentuale potrebbe aggirarsi intorno a quel 70% che caratterizza la maggior parte dei rapporti tra piattaforme e sviluppatori. Per perfezionare i pagamenti gli utenti dovranno collegare la carta di credito al sistema Google Wallet, l’alternativa a PayPal firmata da BigG. Questo aspetto è interessante: se il modello verrà replicato in Italia, dalla sede nostrana di Google non hanno notizie in merito, potrebbe essere occasione per spingere Wallet anche entro i nostri confini.

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