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Youtube raggiunge il miliardo di utenti reali

23 marzo 2013

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Ci siamo. Un miliardo di persone, ogni mese, si affaccia su YouTube. Per vedere di tutto: dai filmati di gattini domestici ai morti dilaniati della ribellione siriana. Per il portale di video sharing si tratta di un traguardo storico, il marchio di un successo per molti versi impensabile quando nel 2005 avvenne il debutto on line.

Un’altra start up di quegli anni, Facebook, ha superato la stessa soglia 5 mesi fa. Nel 2006 Google acquistò YouTube per 1,76 miliardi dollari: allora il sito aveva circa 50 milioni di utenti in tutto il mondo. Poi, il boom. A fine 2011 gli utenti unici erano 800 milioni, una miniera d’oro per la raccolta pubblicitaria di Google.

In questi anni, l’evoluzione del portale ha seguito la crescita esponenziale della Rete, con l’aumento degli upload su ritmi che hanno messo a dura prova i server di Google, e pur scontrandosi con problemi legati alla privacy e al controllo dei contenuti pubblicati, non ha conosciuto passi falsi. Anzi, il successo planetario ha attirato l’attenzione dei grandi produttori di contenuti: le major del cinema, le case discografiche, le tv. Chi ne resta fuori è perduto.

YouTube, con la sua offerta eternamente cangiante e la possibilità di costruirsi un palinsesto di video del tutto personale, ha cambiato il nostro modo di fruire della tv e al tempo stesso si è avvicinata alla televisione, con la creazione dei “Canali YouTube” molto simili a stazioni tv che ognuno di noi può selezionare con un click quando trova un contenuto di suo interesse. Questo juke box planetario, nel quale apparentemente l’alimentazione di video dalla periferia di Kabul ha la stessa visibilità di quella dall’ufficio marketing di una compagnia di smartphone, ha in realtà gradualmente cercato di orientare attenzioni e click su contenuti dei grandi inserzionisti e dei grandi editori, evidenziati per categorie e generi.

L’ultimo salto di YouTube, forse quello che ne ha cambiato più in profondo le prospettive, è quello dentro la tv:  decollano sui mercati le vendite di smart tv con app che rendono fruibile il portale sulla televisione di casa collegata al web.
Difficile trovare quello che cerchiamo nel grande mare dei milioni di video caricati (48 ore di video caricate ogni minuto)? Google Trends indicizza i video più popolari, quelli in maggior crescita nelle ultime ore, gli amici sui social network ci segnalano sullo smartphone che dialoga con la tv il video appena caricato, quello scoperto dai figli, quello di cui parleranno domani i giornali.
Le categorie tematiche – musica, sport, motori, istruzione… – altro non sono che finestre su mondi paralleli che contengono infiniti palinsesti di genere nei quali muoversi per ore, lasciando al passato la trasmissione tv “da non perdere stasera”.

Esagerazioni, fantascienza? No, presente. La convergenza multimediale avvicina tv, smartphone e tablet. Google ha il cuore pulsante comune – Android – l’app social più competitiva con Facebook – Google+ – e la “piattaforma pop” adatta – YouTube – per cambiare per sempre il nostro modo di guardare contenuti video.

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