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Attacco di Anonymous fa “flop”

7 aprile 2013

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Anonymous questa volta ha fatto un mezzo “flop”. Almeno secondo quanto dichiarano autorità e media israeliani. Certo è che l’annunciato attacco cybernetico del celebre gruppo di hacker contro i siti Internet israeliani – in sostegno alla lotta palestinese – non è riuscito a “cancellare” dal web lo Stato ebraico ma solo a mettere fuori uso per un po’ alcuni siti web, più o meno importanti. Yitzhak Ben Yisrael, dell’Ufficio nazionale cibernetico del governo – citato da Ynet – ha detto che “gli hackers hanno generalmente mancato di abbattere i siti chiave”. “Anonymous non ha le capacità di danneggiare le infrastrutture vitali del paese”, ha aggiunto Ben Yisrael sottolineando che l’intenzione del gruppo di hackers era “creare rumore nei media sui temi a lui più vicini”.

A partire da sabato notte, diversi i siti Internet sono stati presi di mira da Anonymous che, in tempo reale, aggiorna l’elenco tramite il proprio account twitter e sul sito web. Secondo quanto rivendicato dagli hacker-attivisti, l’attacco cibernetico – condotto in nome della “situazione umanitaria a Gaza”, paragonata “all’Olocausto” – ha colpito diversi siti web israeliani. In rete è stato pubblicato un elenco dei siti attaccati. Tra di essi quello della Coca Cola (che alle 11 di domenica mattina risulta fuori uso), il sito dell’Ufficio Centrale di Statistica e i siti della borsa e del ministero delle Finanze (che però hanno negato) e molti altri. Sulle home page di piccole e medie aziende israeliane intanto sono comparsi slogan anti-Israele. I media israeliani riferiscono che in risposta, attivisti dello Stato ebraico hanno in seguito bersagliato siti di gruppi islamisti radicali pubblicando messaggi pro-Israele.

Un altro tentativo di mettere fuori uso i siti web israeliani a novembre scorso non riuscì a fare gravi danni e allora Israele disse che l’attacco era consistito in oltre 60 milioni di tentativi di hacking. Un ufficiale del gruppo palestinese Hamas ha elogiato l’azione di Anonymous: “Dio benedica le menti e gli sforzi dei soldati della battaglia elettronica”, ha scritto Ihab Al- Ghussian, portavoce del governo di Gaza, sulla propria pagina Facebook.

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