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RIM, 5.000 licenziamenti e Microsoft in agguato

29 giugno 2012

Troppe brutte notizie tutte insieme hanno assestato un duro colpo a Research In Motion, la cui situazione da tutt’altro che rosea è diventata decisamente nera.

Il primo elemento negativo è lo slittamento di BlackBerry 10: la nuova versione del sistema operativo, che avrebbe dovuto debuttare intorno a Ottobre, non vedrà la luce prima del prossimo anno.

L’azienda ha spiegato che integrare tutte le nuove funzioni e la gran quantità di codice che ciò richiede l’hanno costretta a rivedere le previsioni, perché il tempo necessario per portare a termine il lavoro è maggiore di quanto si pensasse.

La seconda pessima notizia è economica: per il primo trimestre dell’anno fiscale 2013 l’azienda segnala introiti per 2,8 miliardi di dollari (con una perdita netta di 518 milioni di dollari), il 33% in meno rispetto al trimestre precedente e decisamente peggio rispetto alle peggiori previsioni degli analisti.

Terzo elemento che indica quanto siano agitate le acque in cui naviga RIM è l’annuncio del licenziamento di 5.000 dipendenti nel tentativo di mantenere a galla l’azienda: i nuovi tagli si aggiungono ai 2.000 già annunciati un mese fa.

Thorsten Heins, CEO di RIM, si professa ancora ottimista – “i primi smartphone BlackBerry 10 forniranno agli utenti un’esperienza innovativa di nuova generazione” – ma le sue sembrano più che altro parole di circostanza.

Nel comunicato ufficiale, infatti, l’azienda afferma di aspettarsi che i prossimi trimestri siano difficili a causa di un “ambiente sempre più competitivo”.

Nonostante i piani attuali ufficialmente prevedano di insistere il più possibile sulla vendita dei dispositivi BlackBerry 7, tornano insistenti le indiscrezioni che vorrebbero RIM in cerca di un compratore o, quantomeno, di partner cui concedere in licenza l’uso dei propri brevetti, tecnologie e software.

Per l’azienda ciò significherebbe perdere l’autonomia e ciò che la differenzia dai concorrenti, ma un’eventuale decisione in questo senso potrebbe essere dettata dal semplice desiderio di sopravvivenza.

Pare che tra i soggetti interessati a mettere le mani su RIM o comunque sui suoi brevetti ci sia anche Microsoft, che starebbe aspettando l’occasione per portare anche l’azienda canadese sul carro di Windows Phone.



 
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