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Surface RT vende meno del previso. Bene il modello Pro

18 marzo 2013

Microsoft Surface

Un rapporto reso noto da Bloomberg nei giorni scorsi, che cita fonti vicine al colosso di Redmond, parla chiaro: Microsoft ha venduto dal 26 ottobre scorso a oggi complessivamente circa 1,5 milioni di tablet Surface, 400mila dei quali relativi al modello Pro. Numeri che possono già dare una prima idea dell’impatto generato dall’ingresso nell’arena delle tavolette della regina del software per pc.

In linea generale i risultati di vendita non sono entusiamanti, anzi tutt’altro e riguardano nella fattispecie la versione RT del tablet basata su archittetura di processore Arm, quella consumer e più economica, con prezzi in ingresso fissati a 499 dollari. Le iniziali stime degli analisti parlavano di due milioni di unità vendute al giro di boa di fine anno: non è andata così e Microsoft ha dovuto fare di necessità virtù di un “flop” che la società spera sia rimediabile nonostante gli ulteriori passi in avanti della concorrenza (le tavolette a basso costo Android e l’iPad di Apple, che detiene attualmente il 51 per cento di questo mercato) e lo scarso entusiasmo dei produttori che hanno adottato Windows RT (fra questi Samsung, che ha stoppato le vendite del suo tablet sia in Europa che negli Usa per effetto di una domanda rivelatasi molto modesta).

La versione Pro di Surface per contro, in commercio solo da un mese e anch’essa dotata di schermo da 10,6 pollici, ha registrato una più che discreta accoglienza in considerazione del suo prezzo di listino, che parte da 899 dollari per il modello con la configurazione tecnica meno pregiata. Un prezzo ben superiore a quello degli ultrabook di nuova generazione (anch’essi dotati di processore Intel Ivy Bridge) e decisamente più elevato rispetto ai gadget a tavoletta di Amazon e Google (199 dollari) e all’iPad Mini di Apple (329 dollari). Se poi il raffronto lo si fa con il modello top do gamma di Surface Pro, con disco allo stato solido da 128 Gbyte di capacità di archiviazione, venduto a 999 dollari, la forbice sui costi è ancora più evidente.

Vendere 400mila di questi oggetti, in altre parole, è stato per Microsoft un grande passo in avanti nell’ottica di puntare (in prospettiva) a un ruolo importante nei tablet. Bob O’Donnell di Idc, addirittura, è dell’idea che le vendite della versione professionale del prodotto supereranno a tendere quelle di Surface RT, che paga anche il fatto di non essere compatibile con le vecchie applicazioni Windows.

Tale qualità è invece uno dei punti di forza del modello Pro, per molti un vero e proprio notebook touch con tanto di tastiera fisica, trasformabile all’occorrenza in device a tavoletta e potente a tal punto (grazie ai chip multi core di Intel, più performanti secondo vari benchmark degli A6X di Apple e delle Cpu a tecnologia Arm che equipaggiano i prodotti Android) da meritarsi l’appellativo di “più veloce” tablet oggi disponibile sul mercato.

La versatilità di Surface Pro, in definitiva, potrebbe regalare ottime soddifazioni a Microsoft in una fase di prolungato ristagno della domanda di personal computer e di crisi conclamata dei tradizionali notebook (che secondo le stime di BMO Capital Markets potrebbero registrare una flessione del 18 per cento a volumi nel primo trimestre del 2013 rispetto agli ultimi tre mesi dell’anno passato). Windows 8 non ha come noto saputo invertire la tendenza ed è un dato di fatto che la domanda dei consumatori e in particolari quelli dei Paesi emergenti si sia decisamente spostata dai pc Windows a tablet e smartphone. Professionisti ed aziende, però, potrebbero trovare in Surface Pro un compromesso ideale per traghettarsi nel mondo touch e delle app targate Microsoft senza rinunciare alle prestazioni di un computer portatile.

Se Surface RT non ha fatto breccia fra appassionati e utenti della strada, Pro potrebbe quindi tenere alto il valore del marchio che Microsoft ha coniato per indossare (non senza critiche da parte dei produttori partner) le vesti di hardware vendor. Certo è che parlare di boom per questo prodotto è di fatto fuori louogo.

Anche per questo trimestre le previsioni (a firma degli analisti di Pacific Crest Securities) parlano infatti di 600mila unità in consegna contro gli inizialmente previsti 1,4 milioni e per l’esercizio fiscale 2014 (che scatterà il primo luglio) hanno ridotto da 7 a 5 milioni le stime di venduto. Fra cinque anni però, alla fine del 2017, Idc accredita Windows di una quota pari al 10 per cento dei 350 milioni di tablet che verranno venduti su scala mondiale, rispetto ai 190 milioni stimati per quest’anno. E molti di questi 35 milioni di tablet Surface dovrebbero essere Pro.