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Gli hacker puntano allo Spazio

15 aprile 2013

Virus informatico

Un tempo erano gli astronauti a guardare allo spazio, al massimo i più romantici. In tempi in cui la tecnologia arriva dappertutto succede che a guardare oltre il cielo oggi siano gli hacker ai quali, evidentemente, non basta più il globo terrestre. La notizia arriva dagli organizzatori della “17th International Space Conference” che si terrà a Roma dall’8 al 10 di maggio 2013.

La nuova frontiera del terrorismo cibernetico sembra essere proiettata oltre la fascia terrestre visti gli obiettivi di valore che essa contiene. La nuova minaccia sarà presentata tra circa un mese da 300 esperti di sicurezza informatica provenienti dalle principali agenzie internazionali come la Nasa, Esa, Asi e Arianespace. Saranno presenti anche componenti del Parlamento e della Commissione Europea per discutere del tema The impact of space weather and space exploitation on modern society – Hazard’s forecasting, prevention, mitigation and insurance at International level”; in pratica si parlerà dei pericoli della cyberwar sotto vari profili tra cui quello tecnologico, economico e politico.

Il problema principale sembra essere la sempre crescente concentrazione di infrastrutture vitali nello spazio come i satelliti per le telecomunicazioni o apparecchiature civili e militari. “Il programma dell’International Space Conference prevede per mercoledì 8 maggio la cerimonia d’apertura” – spiegano gli organizzatori della Pagnanelli Risk Solutions Ltd“a cui seguiranno poi due sessioni”.

La prima sarà dedicata ai rischi di origine naturale, come i pericoli dovuti all’esposizione alle tempeste spaziali di origine solare degli organismi viventi (passeggeri ed equipaggi di aeroplani e astronauti) e anche di complessi sistemi tecnologici in orbita (satelliti, stazioni spaziali, ecc.) e sulla Terra (sistemi di fornitura di energia elettrica, trasporti, banche, ecc.). Si parlerà, inoltre, degli effetti dell’eventuale impatto catastrofico sulla superficie terrestre di meteoriti e asteroidi.

La seconda sessione della Conferenza sarà invece dedicata ai rischi di origine umana, tra cui, oltre al cyber-terrorismo, verranno considerati i pericoli relativi al gran numero di detriti spaziali (satelliti non funzionanti, frammenti di satelliti e di vettori, ecc.) presenti intorno alla Terra, con possibili danni per satelliti, capsule abitate e stazioni spaziali attualmente in orbita, oltre che per il loro eventuale rientro nell’atmosfera”.

Oltre agli aspetti negativi dell’hacking nello spazio, c’è da dire che il movimento di smanettoni è attivo da anni anche per implementare apparecchiature già attive nell’orbita terrestre, proponendone anche delle nuove. Uno dei tanti progetti è “SpaceHack”, un sito dove sono raccolte varie proposte per migliorare l’esplorazione dello spazio, inclusi documenti sulle esplorazioni spaziali già effettuate e analisi dei dati sulla Via Lattea.

Uno dei progetti più interessanti ospitati dal sito è senz’altro “TubeSat Kit“, un modo per costruirsi il proprio satellite e inviarlo nello spazio. Ovviamente non si tratta di un progetto individuale, ma della possibilità che un gruppo di appassionati possa effettuare esperimenti sul campo attraverso un satellite sperimentale commerciale. Alla base del sito, e delle iniziative analoghe, in pieno stile “hacker” tutto è open source e visualizzabile per aumentare la conoscenza dei progetti e accogliere chiunque voglia diventare “hacker dello spazio”.

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